El tigre del Rio

Senza dubbio il dorado (Salminus maxillosus o Salminus brasiliensis) è il più pregiato dei pesci di acqua dolce dell’intero sudamerica. Lo è in cucina per il gusto delle sue carni (quasi tutti i pesci buoni sono carnivori predatori) ma lo è soprattutto per i pescatori  con cui ingaggia formidabili duelli che molto spesso si concludono con la sconfitta dell’uomo ….

Ha l’aspetto del predatore e la sua forma ricorda abbastanza quella della nostra trota ma una mascella da pitbull! La conformazione ci da subito l’idea di un pesce possente e ha tutte le caratteristiche del grande predatore. Affusolato seppur massiccio, leggermente compresso lateralmente ha una testa imponente e una bocca grande con denti conici decisamente accuminati. La pelle è resistentissima, completamente ricoperta di squame ctenoidi, salvo la testa. Ma è il colore e colpire di più: la parte dorsale da sul verdastro che cangia in giallo dorato molto intenso, con riflessi blu e arancioni. Le pinne sono di un bel rosso vermiglio con la parte distale che sfuma al nero.

La voracità di questa specie è leggendaria e mangia qualsiasi altro pesce che incontra, non disdegnando gli insetti più grandi e anche piccoli mammiferi, rane e se ci riesce anche qualche incauto volatile. Non a caso qui lo chiamano “el tigre del rio”.

I dorados sono i predatori più possenti e forti di tutto il Sud America; una volta allamati sono imprevedibili, alternano lunghe fughe sotto la superficie ad un numero incredibile di salti fuori dall’acqua. Possono arrivare a superare i 20 chilogrammi e i vecchi pescatori raccontano di  enormi dorados  da  30 chili catturati nel fiume Parà in Argentina.

E’ un pesce molto sensibile all’inquinamento, e sicuramente il suo numero si è ridotto negli ultimi tempi. Può superare il metro di lunghezza e pesare oltre 20 chili.Attualmente la taglia media di cattura è intorno ai 3-6 chili. Solitamente ama spostarsi in branco, quindi abboccate multiple sono sempre possibili.

Il dorado ama si fiumi ampi con moderata corrente che piccoli corsi d’acqua. Non ha preferenze per acque pulite o limacciose, basta che ci siano dei pesci da poter predare. La sua mascella è un grado di raddrizzare come nulla fosse anche le ancorette più robuste, e non è rado che spezzi in due artificiali sia di balsa che di plastica dura. L’attuale record del mondo IGFA per il dorado è di ben 23.30 chili catturato in Argentina nel fiume Paranà. I maschi vivono in media 8-9 anni e raramente superano i 7 kg di peso mentre le femmine possono arrivare a 25 anni con pesi superiori ai 25 kg. Ama la corrente e le acque movimentate, ben ossigenate. Come le trote sta in agguato nella corrente, dietro le pietre. Durante la sua vita si sposta molto, in funzione della temperatura dell’acqua: nella stagione calda si sposta a sud, arrivando fino alle acque del rio de la Plata, nella stagione fredda sale al nord risalendo il rio Paranà e il rio Uruguay alla ricerca di acque più calde. In una stagione si sposta anche di 1.500 km e, se la corrente non è eccessiva, con una velocità di circa 10 km orari. Non ha predatori naturali, è al vertice della catena alimentare e l’unico nemnico è l’Argulus, un parassita che si installa a livello delle branchie e letteralmente lo dissangua. E tra poco ci sarò io!

 

 

 

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